Il 10 Giugno 2018 si è tenuto l’annuale Pellegrinaggio dei Migranti nel capoluogo della nostra Arcidiocesi, Vercelli.
Nel seguito oltre alla galleria fotografica potete leggere la lettera del nostro Direttore e il tema della catechesi trattata durante il Pellegrinaggio stesso.

Gallery:


PELLEGRINAGGIO DEI MIGRANTI CATTOLICI – VERCELLI, 10 GIUGNO 2018

Ciò che appare più evidente in un occasione come quella che ci è donata nel Pellegrinaggio del 10 Giugno, è la necessità di comprendere in tutto il significato di questo avvenimento. Per poter comprendere, occorre accorgersi del contesto in cui siamo chiamati a vivere, delle sfide che ci riguardano, delle riduzioni in cui incappiamo, poiché non c’è vita in astratto, non c’è cammino, non ci sono vocazioni o testimonianze fuori della storia, fuori dalle circostanze e dai condizionamenti in cui siamo, dalle debolezze ai cedimenti che più ci caratterizzano, fino ai pericoli che più frequentemente corriamo.
Quindi il contributo che ci diamo è nel giudizio, perché la difficoltà non sta tanto nella questione morale, ma conoscitiva ossia come viviamo l’evento che ci è di fronte: il Pellegrinaggio dei Migranti Cristiani.
In questo giudizio è possibile rilevare due aspetti di questa giornata:

  • l’esperienza del lavorare insieme ad altri
  • l’esperienza dell’accoglienza

L’esperienza del lavorare insieme agli altri, significa per la Patorale Migrates di Vercelli, rimettersi ancora una volta in gioco con tutte le altre realtà caritative dell’Arcidiocesi vercellese.
Significa tessere pazientemente quelle relazioni così sottili e fragili tra tutti gli aventi causa, sicuri che chi conduce il percorso è sempre un Qualcuno più grande di noi, e che sicuramente ha le idee più chiare delle nostre.
L’obiettivo è quello di promuovere e sostenere una rete di molteplici attori locali, per poter portare avanti con vari soggetti, azioni di volontariato comuni nell’ambito della filantropia, della cultura e dell’arte.
E’ per questo che come Migrantes abbiamo sentito l’esigenza di accogliere l’invito all’ospitalità da condividere con gli altri uffici pastorali (Caritas, Pastorale Sociale del lavoro).
L’esperienza dell’accoglienza nasce dall’esigenza di proporre un percorso di immedesimazione nelle vicende umane di coloro che lasciano la loro terra in cerca di un futuro migliore, e di porsi in ascolto delle loro tradizioni e racconti, di come il rapporto con queste persone interpella ciascuno di noi, nella consapevolezza che l’incontro è la dimensione fondamentale di ogni esistenza umana.
La proposta che nasce da questa giornata è rivolta a ciascuno di noi, nessuno si può escludere da questa sfida, e chi vorrà partecipare a questa festa potrà essere aiutato a guardare con uno sguardo differente l’altro, convinti del fatto che anche i migranti, qualsisia essi siano possono essere dei straordinari compagni di viaggio e di cammino nell’avventura della vita.
Quello che all’inizio è nato come un un semplice incontro ora diventa una giornata dell’accoglienza e citando Papa Francesco in occasione della 104° giornata mondiale del Migrante e del Rifugiato:

“Ogni forestiero che bussa alla nostra porta è un occasione di incontro con Gesù Cristo, il quale si identifica con lo straniero accolto o rifiutato di ogni epoca.

L’augurio che facciamo a ciascun pellegrino è di sentirsi a casa sua, non come ospite ma come partecipe della stessa famiglia, della stessa casa.

Diacono Paolo Solidani

 

Traccia catechesi: