Comunicato Stampa Diocesano – Luglio 2019

La Pastorale Migrantes si allinea alla linea di pensiero diocesana, pubblicando il comunicato stampa a reti unificate, in merito ai recenti accadimenti che hanno coinvolto l’amministrazione comunale di Vercelli

L’Arcidiocesi di Vercelli viene a conoscenza con sbigottimento e profonda amarezza dagli organi di stampa nazionali delle pubbliche esternazioni di un membro dell’Amministrazione Comunale della Città che suonano come incitamento alla discriminazione sessista, all’odio e alla violenza omicida, sempre da bandire e da condannare, in qualsiasi caso, da parte della coscienza cristiana ispirata ai valori evangelici. La Diocesi esprime la più risoluta riprovazione nei confronti di tali affermazioni, auspicando il ristabilirsi di un clima istituzionale improntato ai valori della tolleranza e del rispetto umano per la diversità, sotto qualsiasi forma ed appartenenza, e compiacendosi altresì delle inequivocabili e tempestive prese di distanza già avvenute da parte di esponenti politici nazionali e del Sig. Sindaco della Città di Vercelli.
Al tempo stesso l’Arcidiocesi eusebiana ribadisce la totale comunione e condivisione con l’energica azione intrapresa dai recenti Pontefici, e in particolare da Papa Francesco, per combattere la piaga della violenza e degli abusi sui minori, all’interno e all’esterno del mondo ecclesiale.

Arcidiocesi di Vercelli
Ufficio Comunicazioni sociali

Morire di Speranza 2019

Questa sera avremo il piacere di partecipare alla seguente iniziativa:

Cari amici e care amiche, venerdì 5 luglio alle 20.45, nella chiesa di San Salvatore (corso Libertà 42) a Vercelli, la Comunità di Sant’Egidio promuove la preghiera “Morire di speranza”, in memoria di quanti hanno perso la vita nei viaggi verso l’Europa L’incontro di preghiera sarà presieduto da mons. Marco Arnolfo, Arcivescovo di Vercelli e avrà carattere ecumenico, con la presenza di Stanislao Calati, pastore della Chiesa Metodista di Vercelli, e di p. Iulian Paun, parroco della Chiesa ortodossa romena. Come ormai da tradizione, saranno pronunciati ad alta voce alcuni nomi di chi è morto in mare nell’ultimo anno, accompagnati dall’accensione di candele in loro memoria e da canti.
Hanno aderito all’iniziativa, oltre alla Parrocchia del SS. Salvatore, la Chiesa Evangelica Valdese-Unione delle Chiese Metodiste e Valdesi, la Chiesa Ortodossa Romena, la Caritas Diocesana, la Fondazione Migrantes, l’Anolf-Cisl, i Gruppi di Volontariato Vincenziano, il Meic, Rinascita Cristiana.
Dal 1988 in poi oltre 38000 persone sono morte, nel mar Mediterraneo o nelle altre rotte via terra dell’immigrazione verso l’Europa. Ma le tragedie del mare non sono affatto finite. Nell’ultimo anno, da giugno 2018 ad oggi, le vittime sono state 2389, mentre nel primo semestre del 2019 sono già 904 i morti in mare, con un aumento delle donne e dei bambini che hanno perso la vita in traversate sempre più pericolose. Sono diminuiti gli sbarchi, ma è cresciuta la percentuale di morti e dispersi: se nel 2017, considerando solo il Mediterraneo Centrale, il tasso di mortalità di chi intraprendeva un “viaggio della speranza” era di 1 su 38, nel 2018 è stato di 1 su 14.
“Morire di speranza” è stata promossa per non dimenticare l’attesa e al tempo stesso la sofferenza di chi cerca protezione in Europa, per non rassegnarsi o assuefarsi alle tragedie ma impegnarsi per un mondo più umano e giusto. Raccoglie singoli e associazioni che ritengono necessario salvare, accogliere e integrare chi fugge dalle guerre, ma anche ampliare i corridoi umanitari e aprire nuove vie legali anche per motivi di lavoro. Solo in questo modo le nostre società potranno essere più inclusive e quindi più sicure.
Vi chiedo di estendere l’invito ad amici e conoscenti che pensate possano essere interessati a partecipare.
Sperando di poterci incontrare in questa occasione, porgo a tutti un caro saluto!

Paolo Lizzi

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Presentazione Corridoi Umanitari

Carissimi tutti vi comunico che in questi giorni sono stati presentati di fronte al Parlamento Italiano i Corridoi Umanitari e tra questi anche il nostro. Processo di inclusione lento e forse ancora lungo da concludersi ma che grazie all’impegno di tutti voi, pur tra vicissitudini di ogni genere sta andando avanti.
Grazie a tutti voi di vero cuore perché solo con il cuore si può arrivare dove siamo arrivati!

Direttore Pastorale Migrantes – diacono Paolo Solidani