Auguri di Buon Natale 2018 dalla Pastorale Migrantes

La fine di un anno, è un momento di riflessione del cammino realizzato insieme ad altri che, hanno voluto condividere questa scelta di vita e di esperienza.
Effettivamente ne abbiamo fatte di cose, insieme all’Associazione Sant’Eusebio, abbiamo realizzato varie accoglienze di famiglie all’interno del territorio dell’Arcidiocesi, abbiamo realizzato un Corridoio umanitario, abbiamo dato il via al progetto sgancio, progetto che alla luce degli ultimi provvedimenti governativi, in merito alla gestione dell’immigrazione, appare sempre di più un progetto provvidenziale.
Eppure appare sempre più evidente, non tanto il finire di un evento, anche se importante, ma piuttosto il ricominciare. Il ricominciare non è scontato, è grazia, segno inequivocabile della premura di Dio verso ciascuno di noi. Se non fosse presente in noi questa grazia, tutto diventerebbe normalità e abitudine.
Al contrario noi non siamo abbandonati al nostro nulla ma piuttosto, siamo all’interno di una Storia che ci ha permesso di vivere una vita piena, fatta di responsabilità soprattutto verso altri che non hanno avuto questa fortuna. Per poter riconoscere e realizzare quel che abbiamo sentito come risposta occorre un esperienza umana, una consistenza senza la quale la risposta rimane teorica.
Per questo voglio ringraziare tutti coloro che ci hanno donato il loro tempo, che ci hanno regalato le loro esperienze, le loro professionalità. Insieme abbiamo costruito una speranza prima di tutto per noi e poi per altre persone, una speranza che nasce da una fede che è Cristo e che è arrivato con la sua famiglia profuga anch’essa, rifiutata, emarginata.
Mai come oggi possono sembrare vere le parole scritte nel Vangelo di Luca 18,8:
“ Credete voi che quando il Figlio dell’uomo tornerà, troverà ancora fede sulla terra?”.
Attorno sembra che tutto collabori, che tutto sia connivente con una forza operosa che questa fede cerca di eliminare, o di scardinare o peggio di svuotare o di ricondurre a categorie puramente razionali, a categorie naturalistiche, fuori e dentro il mondo cristiano.
E’ la fede autentica, o l’autenticità della fede, che noi cerchiamo, non cerchiamo altro, e l’autenticità della nostra fede la troviamo in colui che sbarca da un barcone, da colui che non ha più una casa, da chi ha fame e sete.
Auguro a voi tutti un buon Natale e un felice anno nuovo, e che sia un anno coraggiosamente pieno di fede.

Il Direttore
Diacono Paolo Solidani

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